Link dofollow: definizione, codice HTML e regole da seguire nel 2026

Un link dofollow è un link standard che Google segue e che trasmette autorevolezza. Ecco come riconoscerlo e le regole per usarlo in SEO e per la visibilità nelle IA.

Due anelli di catena, uno blu, tra mockup di pagine web e un laptop con del codice, a illustrare i link tra pagine

Inhaltsverzeichnis

Un link dofollow è un normale link ipertestuale, senza attributo rel="nofollow", rel="sponsored" o rel="ugc". Google può seguirlo, scansionare la pagina a cui punta e trasmetterle autorevolezza (il PageRank). È lo stato predefinito di qualsiasi link sul web.

In SEO, il link dofollow è il tipo di backlink che aiuta più direttamente una pagina a posizionarsi. Nelle risposte generate dall'IA (AI Overviews, ChatGPT, Perplexity), il suo ruolo è più indiretto ma concreto: i siti citati dalle IA hanno in media molti più domini referenti, e anche le menzioni del brand che accompagnano questi link hanno un peso. Link e menzione lavorano insieme.

Questa guida dà la definizione esatta, mostra il codice, confronta gli attributi rel e poi spiega il ruolo del dofollow in Google e nelle IA, con le regole da applicare nel 2026.

I punti chiave

  • «Dofollow» è un uso improprio del termine: non è un attributo HTML, è il link predefinito, che non ha né nofollow, né sponsored, né ugc.
  • In SEO, un link dofollow può trasmettere autorevolezza. Dal 2019 Google tratta gli attributi rel come suggerimenti, non come ordini.
  • Nelle IA, il numero di domini referenti è legato al numero di citazioni da parte di ChatGPT (SE Ranking, studio aggiornato nel 2026), e le menzioni del brand così come i link con anchor text di brand sono tra i segnali più correlati alla visibilità in ChatGPT, AI Mode e AI Overviews (Ahrefs, dicembre 2025).
  • Nel 2026 un buon link dofollow si valuta in base al media, al contesto e al brand che cita, non solo per il fatto di esserci.

Che cos'è un link dofollow in SEO?

Un link dofollow è un link che i motori di ricerca possono seguire e considerare nel calcolo della popolarità. Il termine è un uso improprio: in HTML non esiste alcun attributo «dofollow». Un link dofollow è semplicemente il link predefinito, quello che non ha attributi particolari come nofollow, sponsored o ugc. La parola si è affermata nel gergo SEO in contrapposizione a «nofollow», che invece è un vero attributo.

Ecco un link dofollow:

<a href="https://www.exemple.fr/guide">guida ai link interni</a>

Ed ecco lo stesso link in nofollow:

<a href="https://www.exemple.fr/guide" rel="nofollow">guida ai link interni</a>

L'unica differenza è l'attributo rel. Scrivere rel="dofollow" non serve a nulla: questo valore non viene riconosciuto. La documentazione di Google sui link in uscita precisa che i link standard non hanno bisogno di alcun attributo per essere scansionati e analizzati.

Il termine è ambiguo anche fuori dalla SEO («doFollow» è per esempio un comando di videogioco). In questo articolo indica solo il link seguito dai motori di ricerca.

In sintesi: un link dofollow è un link senza attributi restrittivi. È il comportamento predefinito, non c'è nulla da aggiungere nel codice.

Dofollow, nofollow, sponsored, ugc: quale attributo per quale link?

Dal 2019 Google riconosce tre valori per qualificare un link in uscita. Ognuno corrisponde a una situazione precisa.

Tipo di linkCodiceUso secondo GoogleTrattamento da parte di Google
Dofollownessun attributo relLink editoriale standardScansionato e considerato
Sponsoredrel="sponsored"Link negli annunci pubblicitariSuggerimento, in genere non seguito
UGCrel="ugc"Contenuti generati dagli utenti (commenti, forum)Suggerimento, in genere non seguito
Nofollowrel="nofollow"Quando gli altri valori non si applicano e non vuoi associare il tuo sito alla pagina collegataSuggerimento, in genere non seguito

I valori si possono combinare, per esempio rel="ugc nofollow".

Questa tabella descrive la regola. Trovare il giusto equilibrio tra link seguiti e non seguiti in un profilo di backlink è un altro tema, più strategico: dipende dalla scelta dei media e dal contesto di ogni link, al centro di una campagna di link building su media riconosciuti da Google.

In sintesi: sponsored, ugc e nofollow qualificano la natura di un link. Un link senza nessuno di questi attributi è dofollow.

Il ruolo del link dofollow nel posizionamento su Google

Google usa i link per due cose: scoprire le pagine e stimarne l'importanza. Un link dofollow agisce su entrambi i fronti. Apre un percorso di scansione verso la pagina collegata e può trasmetterle una parte dell'autorevolezza della pagina di origine (il principio del PageRank).

C'è un punto che è cambiato e che resta poco conosciuto. Il 10 settembre 2019 Google ha annunciato che nofollow, sponsored e ugc sarebbero stati trattati come suggerimenti anziché come istruzioni vincolanti. Dal 1° marzo 2020 il cambiamento si è esteso alla scansione e all'indicizzazione. Di conseguenza, il confine tra dofollow e nofollow è meno netto di prima. È Google a decidere cosa prendere in considerazione.

Il link dofollow resta comunque il segnale più diretto. È quello che trasmette autorevolezza per impostazione predefinita, senza dipendere da una decisione di Google caso per caso. Ma il suo valore dipende dal contesto:

  • l'autorevolezza e il traffico reale del sito che inserisce il link;
  • la coerenza tematica tra la pagina di origine e la pagina di destinazione;
  • la posizione del link nel contenuto (un link nel corpo di un articolo pesa più di un link nel footer);
  • l'anchor text, che deve restare naturale e vario.

In sintesi: in SEO il dofollow trasmette autorevolezza per impostazione predefinita. Il suo valore reale dipende dal media, dal contesto e dall'anchor text.

Il ruolo del link dofollow nelle risposte dell'IA

I motori generativi non «seguono» i link nel modo in cui Googlebot calcola il PageRank. Citano fonti che ritengono affidabili, e la popolarità di un sito, misurata anche attraverso i suoi link, fa parte dei segnali associati a queste citazioni.

Due studi recenti aiutano a capire meglio:

  • Lo studio di SE Ranking sui fattori di citazione in ChatGPT (129.000 domini, pubblicato a novembre 2025 e aggiornato a marzo 2026) mostra che i domini con più di 32.000 domini referenti hanno 3,5 volte più probabilità di essere citati da ChatGPT rispetto a quelli che ne hanno al massimo 200. Il numero medio di citazioni passa da un valore compreso tra 1,6 e 1,8 sotto i 2.500 domini referenti a 8,4 oltre i 350.000.
  • Lo studio di Ahrefs sui fattori di visibilità dei brand in ChatGPT, AI Mode e AI Overviews (75.000 brand, dicembre 2025) colloca le menzioni web del brand (0,709 in AI Mode) e gli anchor text di brand (0,628 in AI Mode, intorno a 0,5 altrove) tra i segnali più correlati. Il numero grezzo di backlink, invece, risulta poco correlato.

Questi dati sono correlazioni, non prove di causa ed effetto. Dicono una cosa semplice: non conta il volume dei link, conta il loro contesto. Un anchor text di brand è un link. Un link dofollow inserito in un articolo che cita il brand crea allo stesso tempo un backlink, un anchor text di brand e una menzione. È questa combinazione che conta per le IA, ed è a questa che devi puntare, più che a un link isolato.

La scelta del media diventa quindi decisiva: un link pubblicato su un sito che le IA citano già serve allo stesso tempo la SEO e la visibilità nelle risposte delle IA generative.

In sintesi: nelle IA il link dofollow agisce insieme alla menzione del brand. I siti più citati hanno sia molti domini referenti sia molte menzioni.

7 regole da seguire per i tuoi link dofollow nel 2026

  1. Punta sulla pertinenza prima che sull'autorevolezza. Un link da un media del tuo settore vale più di un link fuori tema su un sito con metriche elevate.
  2. Verifica il traffico reale del sito di origine. Un sito senza pubblico organico trasmette poco e attira raramente i crawler delle IA.
  3. Inserisci il link nel corpo del testo. Un link contestuale, circondato da contenuti che parlano dell'argomento, è più credibile di un link nella sidebar.
  4. Abbina link e nome del brand. Un anchor text o una frase che cita il brand aiuta sia la SEO sia il riconoscimento da parte degli LLM.
  5. Varia gli anchor text. Un profilo dominato da anchor text a corrispondenza esatta sulla keyword principale sembra artificiale.
  6. Contestualizza ogni link, senza cercare di manipolare. Le norme anti-spam di Google definiscono lo spam di link come la creazione di link con lo scopo principale di manipolare il ranking. Gli esempi citati sono schemi artificiali: scambi di link eccessivi, anchor text sovraottimizzati diffusi in articoli o comunicati stampa, directory di bassa qualità, link nascosti nei widget. Un link che ha il suo posto in un contenuto utile, su un media del settore, con un anchor text naturale, risponde a un'altra logica: informa il lettore.
  7. Controlla i link dopo la pubblicazione. Un link può passare a nofollow, sparire o essere deindicizzato insieme alla sua pagina. Un monitoraggio regolare ti evita di pagare per un link che non esiste più.

In sintesi: nel 2026 un buon link dofollow è pertinente, contestuale, associato al brand e verificato nel tempo.

Come verificare se un link è dofollow?

Tre metodi, dal più rapido al più completo:

  • Ispezione del codice: clic destro sul link, poi «Ispeziona». Se il tag <a> non contiene né nofollow, né sponsored, né ugc, il link è dofollow.
  • Meta tag robots: nell'<head> della pagina, un tag <meta name="robots" content="nofollow"> rende non seguiti tutti i link della pagina, anche senza attributo su ogni link.
  • Strumenti di audit: un crawler o uno strumento di analisi dei backlink elenca l'attributo di ogni link in entrata e permette di seguirne l'evoluzione.

Ricordati anche di verificare che la pagina di origine sia indicizzata su Google. Un link dofollow su una pagina non indicizzata non porta quasi nulla.

In sintesi: verifica l'attributo del link, il meta robots della pagina e la sua indicizzazione. Devono essere soddisfatte tutte e tre le condizioni.

Il link dofollow non ha nulla di tecnico: è un link standard, che Google segue per impostazione predefinita e che trasmette autorevolezza. Quello che è cambiato è il modo di valutarne il valore. Nel 2026 un buon link serve sia al posizionamento su Google sia alla presenza nelle risposte dell'IA, a patto che sia inserito su un media pertinente e associato al nome del brand. Il passo successivo: analizzare i tuoi backlink attuali con questa doppia griglia, SEO e IA, e individuare i media già citati dagli LLM nel tuo settore.

Domande frequenti sui link dofollow

Come capire se un link è dofollow?

Fai clic destro sul link, poi «Ispeziona». Se il tag <a> non contiene né rel="nofollow", né rel="sponsored", né rel="ugc", il link è dofollow. Per un audit su larga scala, un crawler o uno strumento di analisi dei backlink mostra l'attributo di ogni link. Controlla anche il meta tag robots della pagina: un nofollow inserito a quel livello si applica a tutti i suoi link.

Bisogna scrivere rel="dofollow" nel codice?

No. Il valore «dofollow» non esiste tra gli attributi riconosciuti da Google. Un link senza attributo rel è già seguito per impostazione predefinita. Aggiungere rel="dofollow" non cambia nulla nel modo in cui il link viene trattato.

Un link nofollow ha ancora valore SEO?

Può averne. Dal 2019 Google tratta il nofollow come un suggerimento e non come un'istruzione vincolante, e dal 1° marzo 2020 anche per la scansione e l'indicizzazione. Google può quindi decidere di tenerne conto. Un link nofollow porta anche traffico, notorietà e menzioni del brand, utili per la visibilità nelle IA.

I link dofollow aiutano a essere citati da ChatGPT?

Indirettamente, sì. Lo studio di SE Ranking del 2025 mostra che i domini con più di 32.000 domini referenti hanno 3,5 volte più probabilità di essere citati da ChatGPT rispetto a quelli che ne hanno al massimo 200. Si tratta di una correlazione, non di una prova di causa ed effetto. Contano anche le menzioni del brand: link e menzioni si rafforzano a vicenda.

Fonti

  • Qualify your outbound links to Google, Google Search Central (documentazione, consultata nel 2026)
  • Evolving "nofollow": new ways to identify the nature of links, Google Search Central Blog, 2019
  • Spam policies for Google web search (sezione Link spam), Google Search Central (consultata nel 2026)
  • Top Brand Visibility Factors in ChatGPT, AI Mode, and AI Overviews (75k Brands Studied), Louise Linehan, Ahrefs, dicembre 2025
  • How to optimize for ChatGPT: LLMs.txt doesn't matter but brand mentions on Quora and Reddit do, Yulia Deda, SE Ranking, 2025 (aggiornato nel 2026)